Ultima modifica: 1 settembre 2017

126° CIRCOLO DIDATTICO STATALE – DELIBERA FUNZIONE TUTORIALE

Il Collegio dei Docenti del 126° Circolo Didattico Statale, Direzione Didattica “Iqbal Masih”, riunito il 15/03/2004,

– preso atto di quanto contenuto nel Decreto attuativo n..59 del 19/02/04 della L. Delega n. 53/03;

– considerato quanto indicato nella C.M. n. 29/04;

– considerati gli spazi di autonomia che il DPR 275/99 garantisce alle scuole

– premesso che l’informatica e la lingua inglese sono già da anni nell’offerta formativa del 126°Circolo

DELIBERA quanto segue

1) Relativamente alla funzione tutoriale:

  • ritiene superfluo individuare i criteri sulla base dei quali la D.S. possa assegnare la funzione di tutorato all’interno del Collegio, in quanto i compiti descritti nel Decreto per l’assolvimento di tale funzione corrispondono a quelli previsti nel profilo professionale docente, indicati dal CCNL 22/05, artt. 24 e seguenti, che sono già vincolanti per ciascun insegnante;

  • ribadisce il valore pedagogico ed educativo della corresponsabilità e della contitolarità di tutti i docenti del team;

  • impegna ciascun docente, assegnato ad una o più classi, a continuare ad assolvere anche i compiti afferenti alla funzione tutoriale nei confronti di tutti gli alunni della classe o delle classi medesime;

  • respinge ipotesi organizzative che, nei fatti, si concretizzano nella separazione tra apprendimenti teorici e attività di laboratorio .

2) Relativamente alle attività facoltative e opzionali e alla definizione dei Piani di Studio Personalizzati:

  • esprime giudizio negativo nel merito della facoltà concessa alle famiglie di scegliere per i propri figli parte del percorso scolastico formalizzato, la cui definizione e realizzazione, nel quadro degli obiettivi indicati dalle Carte Programmatiche Nazionali, compete alla professionalità dei docenti e all’autonomia delle scuole;

  • ribadisce che l’intervento scolastico, a partire dalle diversità di cui ciascun bambino è portatore, è mirato al superamento delle disuguaglianze socioculturali; pertanto, non condivide interventi che ratifichino e amplifichino le differenze, disegnando destini formativi precocemente separati, attraverso scelte opzionali, personalizzazione di percorsi anziché individualizzazione, separazione tra attività di classe e attività di laboratori, ricorso a figure uniche di riferimento;

  • assume il compito di segnalare alle famiglie le attività che già arricchiscono ed integrano il Piano dell’Offerta Formativa della scuola, dalle stesse già accolto all’atto della iscrizione dei propri figli;

  • richiede, a tal fine, all’amministrazione adeguate dotazioni di organico tali da garantire l’ordinamento del Tempo Pieno e le attuali quote di contemporaneità, nonché le risorse finanziarie sufficienti ad assicurare la continuità del Piano dell’Offerta Formativa nel suo complesso.

3) In merito al contenuto degli allegati A, B, D (riguardanti le Indicazioni nazionali per i Piani di Studio Personalizzati ed il Profilo educativo, culturale e professionale dello studente alla fine del I Ciclo):

  • prende atto del carattere di transitorietà degli stessi e dell’insufficiente dibattito culturale che ha preceduto la loro pubblicazione;

  • si impegna ad approfondirne i contenuti, unitamente ai diversi documenti elaborati in precedenza e posti all’attenzione delle scuole, quali il curricolo verticale della Commissione De Mauro e il “Documento sui saperi essenziali”;

  • mantiene, per i suddetti motivi, come riferimento per la propria azione didattica ed educativa, i vigenti Programmi del 1985 (per la scuola primaria) e gli Orientamenti del 1991 (per la scuola dell’infanzia).

4) In merito alle modificazioni previste per l’ordinamento della Scuola dell’Infanzia:

  • giudica negativamente l’eccesso di flessibilità oraria proposta alla scelta delle famiglie, sancita dal Decreto, la quale flessibilità, unitamente alla dichiarata non-prescrittività degli esiti formativi della Scuola dell’Infanzia, tende a connotare un modello con caratteristiche di mera custodia del bambino;
  • riconferma l’efficacia del modello pedagogico-organizzativo su 40 ore settimanali (ormai pressocché generalizzato nella scuola dell’infanzia dello Stato, essendo gli altri modelli orari eccezionali e/o residuali) che vede la piena contitolarità e corresponsabilità dei docenti e garantisce le quote di contemporaneità essenziali allo svolgimento delle attività previste;

  • si impegna ad orientare la scelta delle famiglie verso il suddetto modello organizzativo;

  • rifiuta di svolgere qualsiasi sperimentazione dell’anticipo nella Scuola dell’Infanzia, anticipo di cui non si vedrebbe l’esigenza, se su tutto il territorio nazionale fosse generalizzata e sufficiente l’offerta dei nidi (peraltro l’assenza delle condizioni previste dal medesimo decreto rende impossibile l’attuazione di qualsivoglia sperimentazione).

Approvato all’unanimità senza alcuna astensione dai 79 docenti presenti

Roma, 15/3/04